Perché siete su Instagram?

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La conversazione IG

Mi sono fatta questa domanda: perché sono su Instagram? E cercando la risposta ho trovate domande…

Perché siete su Instagram?

Siete su IG perché cosi fanno tutte le altre? Per cercare clienti? Per condividere esperienze di vita con persone affini? Per passare il tempo senza che ci sia una ragione precisa?

Se come me, siete su Instagram per ragioni soprattutto professionali, per allargare il vostro giro di contatti, conoscere brand e potenziare la vostra base clienti, allora ponetevi la domanda e cercate per trovare una risposta.

Iniziate osservando chi seguite e il tipo di interesse che generano in voi i post e le immagini che scorrono sul vostro feed. Potreste notare che state seguendo account che vi piacciono ma vi sono affini quindi non sempre rilevanti ai fini di vendita o allargamento della vostra audience. O account a cui aspirate, ma troppo lontani perché possiate sperare in un ritorno concreto. Se il feed è intasato da belle immagini che però non portano benefici, non sarebbe meglio occupare quegli spazi con account mirati? Se il vostro feed è occupato da immagini che non sono neanche di vostro interesse ma di follower che vi ricambiano, chiedetevi, il numero di follower sta avendo un ritorno? Si parla solo di numeri e questo ci condiziona, ma c’è un ritorno concreto a parte il senso di calma generato dall’allineamento con il pensiero corrente? Non sarebbe meglio entrare in contatto con quel pubblico che state cercando?

La chiave sta nell’attrarre la nicchia di audience che cerchiamo. 

La chiave sta non nell’inseguire quella nicchia.

Ma molto spesso quello che facciamo è inseguire, non attrarre. Veniamo anche ricambiati da account che a loro volta sono alla ricerca di follower e nicchia. Entrambi ci aspettiamo un ritorno. Ma non è un seguito generato da interesse genuino. Per questo l’interazione e la partecipazione sono basse e poco interessanti. E’ un audience non interessata a quello che fate.

Nonostate le immagini che postiamo siano sempre piu’ curate, non sono mai state cosi’ banali e simili a quelle che postano milioni di persone. Le parole sempre piu’ ripetute e svuotate ormai di significato.

Tuttavia ci sono account che non vediamo l’ora di scoprire cosa abbiano postato. Hanno generato in noi un desiderio.

Create attesa…

E’ ancora possibile riuscire a creare questo desiderio? Oggettivamente è sempre meno facile, la selezione complessa, il tempo frammentato, l’offerta maggiore. Siamo sommersi da prodotti, informazioni, post, immagini, brand…

Mi osservavo rispetto ad alcuni anni fa. Quanto è cambiato il mio modo di navigare e quanto il mio interesse sia sempre piu’ difficile da soddisfare. Per questo sfogliamo le pagine dei social senza fermarci sui punti. 

Ad ogni modo gli strumenti e le conoscenze ci sono, quindi proviamo a sfruttarle a nostro vantaggio e applichiamo concetti gia’ espressi e visti, ma comunque facciamolo.

Quindi:

Capiamo la nostra audience, allineandola con i nostri valori e la nostra estetica

Creiamo contenuto che rifletta questi valori, che se sono gli stessi della nostra audience, la rendera’ piu’ incline a identificarsi e partecipare

Cosa vuole questa audience?

Vuole qualcosa che potete capire solo analizzando il vostro segmento. Capendo chi sono le persone dietro gli account. Cosa seguono. Cosa fanno. Complesso ma reso possibile dai dati che volontariamente le persone condividono. Se la conoscete la vostra audience, sara’ piu’ facile creare contenuto che attiri la loro attenzione. Se non ne avete di audience studiate gli account affini al vostro e catturate l’attenzione di quei follower.

Di seguito nei dettagli quanto detto in breve.

Muovetevi intorno alla vostra nicchia e osservate gli account che hanno un profilo simile al vostro. Quindi domandatevi e cercate:

  • La mia potenziale audience cosa fa? Cosa legge? Che luoghi frequenta?
  • Cosa indossa e quali marche (designer indipendenti? Brand di tendenza? Fast fashion? ecc.)
  • Aspira ad indossare altri brand, quelli cioè di lusso? E quali sono? Li segue? Li commenta?

Di conseguenza:

  • Che tipo di account segue? Quando commenta?

Distinguete gli account trovati e suddivideteli:

  • Tra influencer, stylist, personaggi noti, ecc.

Continuate andando oltre ciò che è evidente dalle immagini postate, attraverso i commenti potreste notare:

  • Che movimenti supporta (ad esempio: climate change, fast fashion, vegan ecc.)
  • A quale gruppo appartiene o aspira (mamme, designer, ecologiste ecc.)

Ma soprattutto prendete nota:

  • Ci sono account che ritornano nei feed di molti altri account i cui profili possono essere affini tra di loro ma anche distanti. Che cosa hanno questi account, ovvero queste persone o prodotti o marche, di così speciale da attirare l’attenzione di tutte? Brand di lusso come Chanel o Gucci ovviamente hanno questo potere, ma ci sono anche altri tipi di profili che interessano una larga parte del pubblico generico. In genere lo stile che propongono questi account “illuminati”, tra immagine e contenuto ha qualcosa che colpisce. La pubblicita’ e le pr possono molto. Quindi, sono frutto di reale interesse o di interesse costruito? Che caratteristica hanno tanto da generare interesse e seguito in follower diversi tra di loro?
  • Questa ricerca e analisi permetterà anche di notare chi ha costruito community genuine da community forzate cresciute per reciproco interesse. Costruire community per crescere insieme può essere una soluzione di successo. Ma non ha il fascino naturale di quelle genuine. Leggete i commenti e capirete la differenza

Continuate e

  • per ogni account trovato inserite le caratteristiche in un file e costruite un database che includa anche hashtags usati
  • Cercate di entrare in contatto con questa audience
  • Conversate, non aspettate di riceve like e commenti senza fare niente. Lo dicono tutti, eppure poche lo fanno. Troppe seguono e non fanno altro che auto-promuoversi aspettando il miracolo. È un atteggiamento che si possono permettere le star, non le persone come noi che vogliono crescere e hanno a disposizione mezzi limitati

Sì, tutto questo manca di spontaneità, e consuma le vostre giornate, ma appunto fatevi la domanda perché siete su IG?