La conversazione

La conversazione è un luogo virtuale dove le donne italiane del mondo della moda e le professioniste che a quel mondo si avvicinano, raccontano il loro modo di fare impresa nel mondo reale.

E nasce da un’ispirazione.
Quella che ho avuto quando ho pensato di avviare un piccolo brand di accessori e mi sono confrontata con la realtà di fare impresa, passando per corsi, workshop, eventi di networking, letture, ricerche, fiere, sessioni con mentor, iscrizioni a club per conoscere i passi e capire il mercato.

È una impresa fare impresa.

Ho capito che non ce l’avrei mai fatta, troppe le lacune da colmare da sola. Ho pensato allora che mi sarebbe piaciuto conoscere le storie di quelle donne che l’impresa micro, piccola, media la fanno, per capire, imparare, confrontarmi, trovare appoggio, collaborare…e partire. Così da delineare in forma pratica, il percorso che porta a dare vita ad un’idea, a creare un profilo personale, ad avviare un brand. Il più possibile inclusivo di figure ed esperienze, così da adattarsi a molteplici esigenze.
Ho pensato infatti, che questo sarebbe potuto tornare utile a tante donne come me, con background diversi e con altrettante lacune da colmare.

Ma non i soliti racconti auto-referenziali che si leggono sulle riviste di moda o sui siti online. Che spesso banalizzano, i percorsi soffermandosi sulla superficie senza aggiungere nulla di nuovo, come se ricopiassero un comunicato stampa. Piuttosto delle conversazioni in prima persona dove dire ‘ho fatto questo ma non lo rifarei’, ‘vorrei migliorare questi altri aspetti del business’, ‘questa è la tattica che suggerisco quando contratto con i fornitori’, ‘uso questa app’, tanto per fare qualche esempio, o altri del tipo ‘come data analyst una buona lettura dei dati si ottiene’, ‘come avvocato consiglio di fare come primo passo’, ‘come commerciante quello che la mia clientela ricerca’.

Una conversazione al femminile in un settore specifico che interessa la maggior parte delle donne anche se poi le donne imprenditrici non sono molte o molto considerate. Con spunti pratici e onesti.

E poi sono andata oltre e ho pensato a qualcosa che includesse gli spunti condivisi sul blog. E ho rivisto il mio piano aggiungendo come obiettivo scrivere una guida al femminile per fare impresa femminile in ambito creativo. E pure questo fa parte di quel percorso che ho intrapreso partendo dalla British Library di Londra. Mentre facevo ricerche di mercato tra una sessione mentoring e un workshop, leggendo libri su libri mi sono ritrovata a pensare che mancava qualcosa. Guide per fare impresa scritte da donne rivolte ad altre donne. Cercando le ho trovate e apprezzate. Ma ho visto che mancava ancora qualcosa. Guide per fare impresa scritte da donne rivolte a donne italiane nell’ambito creativo.

Ma perché essere così settoriali? Perché condividere queste idee qui?

Perché viviamo un momento positivo di rinascita femminile – che chiamano sorellanza – che deve essere raccontato. Perché confrontarsi con realtà italiane consente un’identificazione maggiore rispetto a racconti di percorsi stranieri. È una questione di imprinting e riferimenti culturali. Perchè penso che micro sia preferibile a macro se si hanno poche risorse e contatti, con l’obiettivo proiettato nel futuro di crescere ed espandersi. In quanto alle altre ragioni le dirò strada facendo come parte di quel percorso guida…

Io non credo agli unicorni, alle cose accadute per magia, alle frasi fatte, ai discorsi astratti, ai progetti complessi realizzati da un giorno all’altro.

Credo nella fortuna, nella forza di volontà, nei consigli pratici da cui poter partire, nella trasparenza che corregge la confusione generata dalla rete per cui troppo spesso pensiamo che la vita delle altre donne sia migliore della nostra.

Questo è il mio storytelling.

Tutte abbiamo una storia da raccontare.
Tutte abbiamo qualcosa per cui conversare.
Tutte aspiriamo a migliorare la qualità della nostra vita e quella delle altre persone.

Raccontatevi e conversate con me